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sabato, aprile 19, 2008
 
Un po' di storia e, soprattutto, un po' di numeri
post post-elettorale

Anch'io, come tutti gli italici sinistri, sono molto amareggiato dal risultato delle elezioni. Più per il trionfo di Berlusconi che per la sconfitta del PD, un progetto politico in cui non credo.

Ma la radice di tutta questa amarezza è la pia illusione che in Italia si possa mai formare una maggioranza di sinistra. E non parlo del parlamento, parlo degli elettori.
Dal dopoguerra ad oggi la Sinistra in Italia è stata sempre minoranza. Con la DC o con Berlusconi. Non è gattopardescamente mai cambiato nulla (non abbastanza, almeno).
Gli elettori di centrosinistra, in Italia, sono ca. 15 milioni, su ca. 38 milioni di votanti. Non sono mai stati maggioranza (al contrario che in Spagna, in Germania, in Gran Bretagna).

L'equivoco nasce dal fatto che nel 1996 il centrosinistra vinse le elezioni. Con 16,3 mln di voti (compresi 1,3 mln di voti del partito di Lamberto Dini, non proprio di sinistra, come si è visto) su 37,4 mln di voti validi, ovvero solo il 43% (fonte). La vittoria fu permessa dal sistema elettorale maggioritario e, soprattutto, dalla lite tra Bossi e Berlusconi. La coalizione di Berlusconi ricevette infatti ca. 15,7 mln di voti, la Lega Nord 3,7 mln. Assieme, Bossi e Berlusconi, avrebbero vinto facilmente.
Fu un occasione storica per la sinistra in Italia. Cinque anni di buon governo avrebbero permesso alla sinistra di affermarsi come forza di governo dopo 40 anni passati all'opposizione, di conquistare consensi in parti dell'elettorato finora indifferenti. E invece fu solo un'occasione mancata. Il governo Prodi cadde tecnicamente a seguito di un voto di sfiducia nell'ambito dell'approvazione della legge finanziaria, politicamente furono i dissidi con la bertinottiana Rifondazione Comunista in materia di politica estera (missione in Albania) e del lavoro (legge sulle 35 ore) ad affondarlo.
Seguirono i pasticci del governo D'Alema (sostenuto da Cossiga e Mastella), un governo Amato. Eppure anche alle elezioni del 2001 i soliti 16,3 mln di italiani (compresi diniani e mastelliani -  dati) votarono centrosinistra, e ciò nonostante la candidatura di Rutelli a premier. La rinnovata alleanza Berlusconi-Bossi conquistò un'ampia vittoria, seguirono i cinque anni del governo più lungo della storia repubblicana.
Nel 2006 il centrosinistra si alleò con chiunque pur di sconfiggere Berlusconi. Furono imbarcati, oltre ai soliti ambigui Dini e Mastella (a sinistra più per problemi personali con Berlusconi che per motivi politici), il Partito Pensionati, la Lista Consumatori, la Liga Fronte Veneto, i Democratici Cristiani Uniti, la Lega Alleanza Lombarda. La legge elettorale era cambiata, ogni voto contava...
Questa armata brancaleone fu "premiata" dagli italiani con solo 23000 voti di scarto alla Camera (in pratica l'equivalente della Liga Fronte Veneto...), al Senato andò sotto, salvata solo dai Senatori a vita e dai collegi esteri. Questa vittoria risicatissima fu ottenuta dopo cinque anni di governo Berlusconi con scarsissimi successi, leggi ad personam, crisi economica, figuracce internazionali, deficit e debito pubblico in crescita.
A mente fredda, numeri alla mano, era davvero possibile credere in una sconfitta di Berlusconi nel 2008? Nemmeno in mancanza della tragedia dei rifiuti in Campania il centrosinistra avrebbe vinto.
Anche i 3 mln di voti leghisti non sono poi questa novità: per tutti gli anni '90 la Lega ne ottenne anche di più. Sono probabilmente i voti di quelli che a tutto antepongono la volontà di smettere di pagare le tasse a Roma, e le vogliono "vedere" a Milano o Venezia.

La mia opinione:
Evidentemente alla maggioranza degli italiani interessano soprattutto (le promesse di) tagli fiscali e la lotta all'immigrazione. Dei tagli ai servizi pubblici (sanità, scuola...) non si preoccupa, anche perché questi sono scadenti e nessun governo (nemmeno quelli di centrosinistra) si è mai preoccupato di migliorarli davvero.
Che l'immigrazione in un paese a crescita demografica "naturale" negativa sia necessaria,  e soprattutto che l'immigrazione non è un male, non lo vuole capire.
Le questioni della giustizia la annoiano, ché tanto in Italia la giustizia non funziona comunque (e nemmeno a sinistra si sono mai sentite proposte concrete per migliorare la situazione). Del debito pubblico se ne infischia, come se ne infischiava ai tempi della DC, ché tanto saranno le generazioni future a doversene preoccupare. All'ampliamento dei diritti dell'individuo, alla difesa dello Stato laico non dà la minima importanza. Preferisce la tradizione, il familismo e il cattolicesimo (e forse, in fondo in fondo, anche il clientelismo). Di fronte al conflitto di interessi di Berlusconi non batte ciglio, in fondo Canale 5 e Italia 1 sono le televisioni che preferisce guardare e gliele ha salvate già una volta (vedi). Ed anche le sue trovate volgari, indegne di un capo di governo europeo, in fondo, intrattengono, come Boldi e De Sica a Natale.

È un fatto. Gli italiani, per un verso o per l'altro, sono in maggioranza di destra. E allora è "democratico" che abbiano un governo di destra.

E che noi si sia, purtroppo, ancora e a lungo, minoranza.
  
opinione di hans | 19:42 | commenti (4)





martedì, aprile 15, 2008
 
Italia, 1795

Jeder sorgt nur für sich, misstraut dem Anderen, ist eitel. Und die Meister des Staats sorgen nur wieder für sich.

J.W. von Goethe, Venetianische Epigrammen

(Ognuno provvede solo a sè stesso, diffida degli altri, è futile. E
ugualmente i governanti dello Stato si occupano solo di sè stessi.)
  
opinione di hans | 17:54 | commenti (1)



 
Si può fare... sti cazzi !!!

Direi che l'apprendista ha dovuto arrendersi di fronte al maestro.


(e io ovviamente non tifavo affatto per il maestro, sia chiaro)

  
opinione di hans | 00:11 | commenti (3)