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mercoledì, settembre 21, 2005
 
Un grido silenzioso

Basta! Rivoglio la mia Repubblica LAICA fondata sul Lavoro.
E non la repubblica delle banane col nano dittatore, i preti a dettar legge, e le veline e il calcio per il volgo.

  
opinione di hans | 22:44 | commenti (3)



 
Popolo!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!1
opinione di senonsonioseitu | 13:43 | commenti (2)





domenica, settembre 11, 2005
 
Fatto!
 

 
E adesso chi vuole può mettersi in poltrona e sorbirsi le diapositive delle vacanze dello zio Hans qui.
  
opinione di hans | 13:02 | commenti (10)





giovedì, settembre 08, 2005
 
Antidepressivo naturale

È capitato a tutti, credo, di arrivare a casa la sera insoddisfatti del presente. Frustrazioni sul lavoro, delusioni sentimentali, depressionismo à la "nessuno mi vuole bene" ecc. Si getta il cervello nel tritacarne del pessimismo e si affoga lentamente nelle sabbie mobili del vittimismo cosmico. La persona giusta con cui parlarne non è in loco. E telefonare ad un amico solo per lamentarsi di un malessere che si fatica a definire a sé stessi... no, non è proprio il caso. In fondo vi resta un briciolo di dignità.
Ecco allora dopo anni di sperimentazioni la terapia rapida del dott. Schnier, una comoda uscita per tutti da questi vicoli ciechi.

Il miglior alleato del vostro cervello è il vostro stomaco. Già. Iniziate a mangiare, variando molto. Dolce, salato, grassi, ma anche cose salutari come frutta e verdura. Magari prima di arrivare a casa passate dal supermercato e toglietevi qualche sfizio. Variare molto il menù vi consente di perdere il conto totale delle calorie che state ingurgitando. Raggiunto il punto di sazietà insistete, continuate a soddisfare il vostro bisogno di buono, magari con il pezzo forte conservato per il finale. Inevitabilmente prima o poi il vostro stomaco inizierà a gridare aiuto. A questo richiamo risponderanno rapidamente tutte le molecole d'ossigeno disponibili nel vostro sistema circolatorio. Non dovrete far altro che lasciarvi cadere sul letto, accompagnati dalla musica giusta, e il vostro cervello smetterà di pensare, e di farsi seghe mentali. Non starete dormendo, semplicemente avrete inibito le sinapsi del ricordo e godrete il momento per quello che è. Avrete raggiunto l'atarassia dei maestri yogi. Certo, loro la conquistano con raffinate tecniche di meditazione, arrivando al totale controllo del pensiero, sempre. Voi, più semplicemente, togliete la benzina ai neuroni, per un po'. Ma tant'è, per una mezz'ora o più vi rilasserete in un vegetativo nirvana digestivo. Al riattivarsi del pensiero cogitante (generalmente supportato da un bisogno impellente di liberarsi di sottoprodotti del metabolismo in tutti e tre gli stati della materia) il bozzolo in cui vi eravate rinchiusi sarà svanito. Spesso è solo l'incapacità di staccare la spina, l'incapacità di uscire dal fragile ma apparentemente tenacissimo guscio che ci circonda, il motivo che ci costringe a vagare nella nebbia.
Facile, no?

PS: E se siete dei malinconici inappetenti? Ehm... boh... sniffate la colla...
  
opinione di hans | 22:10 | commenti (2)





domenica, settembre 04, 2005
 
Il mio blob napoletano

Immondizia. Facciate fatiscenti. Scempio e abusivismo edilizio.
Arte sopraffina. Classica, gotica, barocca. Tesori più o meno nascosti. Ovunque, a guardar bene.
Una religiosità viva e folcloristica, seconda solo alla santeria cubana. Confessionali pieni. Nomi di santi ovunque.
Santa Maria del Purgatorio ad Arco.
Una lingua a volte incomprensibile.
Un'ospitalità quasi imbarazzante.
Vrenzole, chiattilli e mariuoli.
La mestizia di un passato che non è più, la rabbia per un presente sprezzante.
Il Sole. E il Mare.
La pietra lavica. Il tufo.
Il cibo. Da perdere i sensi. E un discreto integralismo gastronomico.
Sua Maestà LA Pizza.
sfogliatellafritturagranitafriariellimozzarellacannolopizzafritta...
Neomelodici. Gloriana.
La città a strati: scale, rampe, ponti, ascensori, tunnel, catacombe.
La città a macchie: Monte Echia Chiaia Vomero Posillipo Pozzuoli; i Quartieri Spagnoli; Sanità Forcella Secondigliano Scampia; il Terzo Mondo.
Le vie con i doppi nomi, tipo via Toledo/via Roma.
Il traffico: un flusso di mezzi di locomozione in balia di se stessi. Anche gli autobus.
Anarchia. Il coprifuoco ufficioso. L'antifurto.
Le regole non scritte.
Fittasi.
L'intimità della vita domestica trasferita in strada. Assieme ai panni ad asciugare. I bassi.
L'arte del Caffé.
Il Rosso pompeiano dei palazzi.
Bimbi obesi. Ragazze grassocce. Il motorino famigliare. Senza casco, ça va sans dire.
L'ossessione per gli spiccioli.
Chiese. Chiese. E chiese. Magari del tutto inurbate con i condominii sopra.
Il cortile napoletano. Col portiere. E l'ascensore a gettoni.
L'oasi di Capodimonte.
Il savoir vivre. E il dover sopravvivere.

Alla fine un'attrazione inspiegabile a parole. E una gran voglia di tornare.
  
opinione di hans | 22:08 | commenti (9)





giovedì, settembre 01, 2005
 
Endhaltestelle

"Du hast innerlich schon gekündigt" è la spiccia sentenza dell'amico S. di fronte ad un litro di birra a testa.

Ooopsss...

Intanto scorre un vecchio bootleg di un live dei rem: It's crazy what you could have had...
  

opinione di hans | 22:07 | commenti (3)