| Ich bin ein Clown und sammle Augenblicke | ||||
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giovedì, marzo 31, 2005 La mia macaca
Driiiiiiin - Pronto? - Pronto zio! - Ciao Valentina*! - Ciao zio, come stai? - Bene, e t... - Ma sei sicuro? Perché io pensavo che stavi un po' male perché ti mancavo! - ... * mia nipote di cinque anni - Quasi sei!!! - OK, OK... * mia nipote di quasi SEI anni opinione di hans |
22:36 | commenti (2)
venerdì, marzo 25, 2005 Que viva la palabra!
Non mi piace il silenzio malinconico di un appartamento vuoto, per questo quando torno a casa la prima cosa che faccio è "accendere" la musica. Non mi piace il silenzio ipocrita che segue alle domande non risposte, come quando ad esempio chiedevo spiegazioni alla Regina di Spagna nel tentativo inutile di salvare un'amicizia che stava andando a rotoli. Non mi piace il silenzio disinteressato dei bavaresi. Non mi piace il silenzio cacofonico di chi parla e non dice nulla. Non mi piace il silenzio connivente di chi non è nemmeno capace di indignarsi. Non mi piace il silenzio imbarazzato dei tragitti in metropolitana con i colleghi noiosi. Non mi piace il silenzio antipatico di chi per mesi non risponde alle mail. Non mi piace il silenzio logorante del sich auseinanderleben*. Odio il silenzio idiota che costituisce talvolta la mia unica risposta alle critiche sul lavoro. * è una di quelle incredibili parole tedesche quasi intraducibili in italiano, letteralmente "viversi fuori l'un l'altro", vale a dire uscire progressivamente l'uno dalla vita dell'altro. opinione di hans |
22:14 | commenti (3)
domenica, marzo 20, 2005 Hans erzählt München
Hans racconta Monaco. Aggiornamento: dopodomani, martedì 22 marzo all'interno di Atlantis, Rai RadioDue, verso le ore 17:30. opinione di hans |
16:43 | commenti (1)
sabato, marzo 19, 2005 Bologna
Mi ha conquistato. Rossa. Dotta. E grassa. Proprio come vuole l'adagio popolare. ![]() E intanto ascolto: Franz Ferdinand "It's always better on holiday so much better on holyday that's why we only work when we need the money..." lunedì, marzo 07, 2005 Ma che meraviglia di ministro!
Vi invito a leggere sul blog dell'amica Amelie (addì 7 marzo) il delirio di quel genio di Calderoli, presunto ministro della Repubblica, in un'intervista al Corriere in merito alla vicenda Sgrena/Calipari. Giusto per ricordarci in che mani è finita l'Italia... opinione di hans |
23:23 | commenti (7)
domenica, marzo 06, 2005 E per la serie antropologia da bar:
Dell'animo tedesco Premessa: non sopporto minimamente chi sulla base di una generalizzazione si permette il (pre)giudizio dell'individuo, sono però inevitabilmente affascinato dai tentativi di generalizzare che hanno lo scopo di capire, di "sistematizzare". Input: Leggo su Cicero di febbraio un articolo di tale Rafael Siegelmann, L'eterno tedesco: "L'eterno tedesco rimane (...) imprigionato nel magico triangolo Paura-Virtù-Vittimismo. (...) Su cosa si fondano le paure dell'eterno tedesco? Sulla sua convinzione di essere vittima! Eterna vittima di guerre, crisi economiche, svalutazioni, disoccupazione, stranieri, xenofobia, nazionalisti, socialisti, nazionalsocialisti, inquinamento e ambientalisti, musulmani, ebrei, antisemiti, capitalisti, globalizzazione, eurocrati e burocrati, regolamenti, deregulation, sovversivi... la serie può essere prolungata a piacere. L'eterno tedesco ha semplicemente paura della vita. Che puzza, è fastidiosamente rumorosa e per di più impietosa. (...) L'eterno tedesco è vittima per passione. In questo egli non s'accorge che il più grande divertimento terreno è spingere continuamente la pietra di Sisifo. Chi vuol evitare ogni peso deve smettere di vivere. L'eterno tedesco sceglie un'altra via per sfuggire la sofferenza terrena. Egli fugge nel paradiso della virtù. (...) Tutte le virtù hanno però un terribile minimo comune denominatore. Sono impietose. Ovunque. Non solo in Germania. (...) Le virtù tedesche non vogliono (però) essere abbattute in alcun modo. Chi non apprezza treni puntuali e lavoro coscienzionso - ancor più sotto la pressione della concorrenza della globalizzazione? (...) Rimane il vittimismo. La sensazione di essere continuamente vittima di una congiura è l'irrinunciabile e innegabile tratto caratteristico dell'eterno tedesco. Caratteristica che lo costringe a soffocare le paure e a porre la virtù al servizio della vanità ferita e, peggio ancora, dell'incorreggibilità. (...) Il vittimismo è altamente tossico e ha effetti duraturi. La cura è semplice ma non indolore. (Noi tedeschi, ndT) dobbiamo smetterla di voler essere migliori di quello che siamo e di dare ascolto continuamente al giudizio altrui." Output: Tralasciando il significato storico di queste riflessioni, mi vengono in mente due considerazioni: - il vittimismo è la caratteristica di buona parte delle prime pagine della pessima Bild Zeitung che le consente di vendere oltre un milione di copie quotidianamente (l'altra parte è gossip e "scandalismo"); - l'intimo bisogno di essere virtuosi (che non significa affatto esserlo), di fuggire ogni possibile biasimo si riscontra (molto più del vittimismo) nelle piccole faccende della vita quotidiana e si traduce spesso in un acritico rispetto di regole, tradizioni e procedure pre-codificate, anche quando ciò ha risvolti ipocriti e masochistici, talvolta addirittura assurdi. opinione di hans |
13:54 | commenti (1)
martedì, marzo 01, 2005 A Torino
...faceva freddo. ...ho avvertito una sensazione di decadenza, un misto di nostalgia per il passato da protagonista e l'agonia odierna della FIAT. ...sembra di vivere dentro il libro Cuore o il capitolo del sussidiario intitolato L'Unità d'Italia. ...parcheggiano le macchine in mezzo alla strada e i semafori pedonali sono uguali a quelli per gli autoveicoli. ...il cioccolato è più buono. A Torino una costante si è ridotta ad una variabile. opinione di hans |
22:24 | commenti (2)
opinione di hans |
22:18 | commenti (2)
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