Sto trascurando il blog. E' che in questo periodo la vita non mi sembra offrire nessuno spunto, nemmeno intellettuale (?), adatto a un post. Faccio un esperimento, provo a connettere il cervello direttamente alla tastiera, lasciando libere le sinapsi, quel che viene viene (oddio, togliere qualunque filtro è impossibile, lo so, già il solo scrivere ne costituisce uno enorme), un po' come Molly, ma senza alcuna velleità poetica.
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sì sono paranoico mi faccio pure di cocaina come un tredicenne qualsiasi settimana pesante frizioni sul lavoro il mondo è pieno di incompetenti temo seriamente di ingrossarne le fila per fortuna son venuti A&J in visita lampo due grandi de verdad in una serata di ebbra distrazione ho perso un maglioncino negli anni 80 avrei detto golfino fanculo lo ricomprerò identico non riesco a staccarmi dalle mie cose feticista? ho ricevuto in regalo around the sun è meglio di quello che credessi ho visto comme une image notata la colonnina dei film a sinistra? mi piacciono questi film francesi dove non accade nulla se non i sentimenti purtroppo un cuore in inverno è fuori catalogo lo consiglio dovrei riprendere a nuotare ma stasera mi aspetta la moussaka rimando per l'ennesima volta come il viaggio a Torino uff rivoglio i miei amici i tedeschi socializzano solo se ubriachi beh non è vero però che fatica Berlino Natale le pulizie di primavera in ritardo di nove mesi spuntano bambini a destra e a manca quando meno te l'aspetti mio nipote è grasso sembra la statua di un piccolo buddha thailandese voglio leggere di più l'Ucraina è una polveriera 'sto finesettimana ho ricaricato lunedì riparto all'attacco I'll give my best basta stacco
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Uh, non è così facile come si potrebbe pensare, inevitabilmente si bara. Se chi legge non dovesse aver capito nulla, pazienza. Nemmeno io a volte mi capisco.
Queste due immagini riassumono il mio attuale rapporto con Roma. Ci sono stato recentemente per qualche giorno ed è stata una visita diversa dalle precedenti. Trascurando in questa sede lo scopo prettamente privato del viaggio, voglio raccontare di aver visto la città con altri occhi. A tratti mi è apparsa un mostro aggressivo. Il traffico che paralizza ogni spostamento, lo smog e (mi spiace dirlo) la ruvidezza di gran parte dei suoi abitanti mi hanno fatto capire per la prima volta cosa sia lo stress che gli amici romani mi rinfacciavano sempre qualora esternassi il mio desiderio di vivere nella loro città. Sarà che quattro anni nell'ovattata ma asettica Monaco mi hanno influenzato più di quel che credessi, ma non posso negare di aver provato a tratti (e per la prima volta) una sensazione di estraneità. Eppure. Eppure la città è meravigliosa. E' un concentrato inebriante di bellezze, è il prodotto di quasi tre millenni di cultura occidentale. Come restare indifferenti di fronte alle pietre millenarie del Foro, ai moti elicoidali del Bernini, alla Madonna dei Palafrenieri del Caravaggio? E' una città infinita. Da scoprire in ogni suo angolo, capace di svelare gioielli ad ogni nuova visita. E così mentre ero lì non sapevo scegliere cosa vedere, dove andare, paralizzatro come l'asino di Buridano, e adesso che sono lontano già vorrei tornarci per recuperare il tempo perduto. Per ora mi devo accontentare di riguardare le immagini con cui ho cercato invano di catturarne i dettagli dell'anima.
Gli affezionati (?) lettori sapranno che le elezioni americane non possono avermi lasciato indifferente. Se ne scrivo solo ora è perché nelle ultime settimane il mio ego politico è stato sopraffatto dal mio ego privato (e continua ed esserlo, piacevolmente). L'esito, inutile dirlo, mi ha lasciato amareggiato. Ho sentito commenti secondo cui una vittoria democratica non avrebbe comunque cambiato nulla. Non condivido affatto. Anche se è evidente che, come spesso purtroppo accade in politica, si trattava di scegliere il male minore. Sono triste perché il Paese più influente del Pianeta è in mano ad una truppa di affaristi reazionari, di cui G.W.B. sono convinto essere solo il front man, magari neanche tanto cosciente. Sono triste perché la maggioranza degli elettori statunitensi ha reputato giusto affidarsi a loro. Un caro amico di San Francisco me li ha descritti come "
those freaking, big-truck-driving, junk-food-eating, illiterate, gun-caring, anti-abortion, gays-commies-negroes-hating, not-about-history-caring, stupid, religious fanatics". Non credo che 60 milioni di persone corrispondano a questa descrizione, ma sicuramente 60 milioni di americani non si sono indignati di fronte all'idea di questo tipo di politica/società. E in democrazia l'indignazione conta, conta moltissimo. Ci aspettano quattro anni difficili, stiamo a vedere cosa succederà. E intanto l'italiana primavera 2006 si avvicina.
La qualità che più apprezzo nelle persone (e con la quale mi conquistano) è la generosità. E non parlo di quella materiale, che al più ne è un complemento.
Generoso è per me colui che è disposto a rinunciare ad un suo vantaggio o al suo tempo in favore di qualcun'altro perché rendere felice quest'altro o semplicemente alleviarne le difficoltà lo gratifica tanto quanto cercare la felicità per sè stesso.
In una società sempre più tendente all'egoismo è meraviglioso provare la generosità dei propri amici. Ed è stupefacente scoprirla in persone fino a quel momento sconosciute.