Avevo pensato di scrivere stasera un post sull'argomento, ma dopo aver letto quello di Herr Totentanz preferisco semplicemente consigliarvene la lettura: qui.
Non sono riuscito a trovare nessun fornitore di spazio web gratuito che mi permettesse il remote linking, per vedere le foto cliccate sui link verdi. Perdonatemi per la pubblicità.
Aggiornamento 19/02/2005: queste e altre fotografie sono ora visibili qui.
Enzo Baldoni - volontario della Croce Rossa, collaboratore diDiario e blogger - è ostaggio come tutti saprete dei ribelli in Iraq. Alle Olimpiadi di Atene Italia e Iraq si giocano la medaglia di bronzo del calcio, lo sport più amato in Italia e in Iraq. La coincidenza è da brivido. E mostra bene quanto siamo lontani dai tempi civili dell'Antica Grecia quando in occasione delle Olimpiadi si interrompevano com'è risaputo tutto le guerre. La domanda più stupida è ovviamente per chi fare il tifo. Per Baldoni certo. Ma tra Italia ed Iraq? Olimpicamente per la propria nazione e in spregio alla barbarie del sequestro? Oppure olimpicamente per Davide (gli iracheni, che a me sembra già un miracolo siano riusciti a mettere assieme una squadra olimpica) contro Golia (i nostri viziatissimi calciatori disgustati dalla frugalità del villaggio olimpico) e considerando la partita un buon viatico per la risoluzione pacifica del sequestro? Lo so, la questione è stupida, però la coincidenza è - ripeto - da brivido. Forza Enzo.
Aggiornamento 27 agosto, 9:42: La tragica conclusione è agghiacciante, credevo (ingenuamente?) in una trattativa lunga e dall'esito positivo. Era un volontario della Croce Rossa, era lì per aiutare...
O meglio: italianos. Nella mia recente eppur remota vacanza barcelonesa ho avuto occasione di ammirare i nostri connazionali in vacanza. Sarà stato semplicemente per l'affinità linguistica, eppure avevo la sensazione che tra le migliaia di turisti si facessero comuque notare. Ecco le tipologie più caratterisitche: - gruppetto di due o tre ragazzi tra i 20 e i 35 anni, trendissimi, abbronzatissimi, occhiale da sole modello parabrezza, padroneggiano lo spagnolo talmente bene da non accorgersi dell'esistenza del catalano, il loro regno è la Rambla, e Gaudí potrebbe essere anche la marca di un preservativo al sapore di paella; - la giovane coppia: sandali, zainetto invicta, guida della città, attrezzatissimi, si scambiano occhiate dolci e carezze, "scusa ci faresti una foto? grazie mille!"; - la famigliola: è gestita in tutto e per tutto dal padre, superdotato di verde guida del Touring; l'uomo ricorda neanche troppo vagamente il Furio di Bianco, Rosso e Verdone, sprizza entusiasmo, costringe i due o tre figlioletti sull'orlo della disidratazione a marce forzate e sedute fotografiche, "dài che dopo ci facciamo un panino", mentre la moglie è costretta subire, annientata nel corpo e nello spirito; - la comitiva ultrasessantenne, generalmente veneta o emiliana: mentre la guida illustra le bellezze della città, si odono stuporoni e battute salaci, alla sera poi tutti a pascolare nei pressi dell'abergo e a suggerirsi negozietti e ristorantini, anche se "tutto è comunque abbastanza caro" e "come in Italia non si mangia in nessuna parte del mondo".
Non pervenute invece le seguenti tipologie diffusissime tra le altre popolazioni: - il gruppone misto di (post?)adolescenti: evidentemente la madre italica non si fida a lasciar andare i figlioli in vacanza con gli amici; e come biasimarla visto lo stato d'incoscienza a cui si riducono mandrie di ragazzi e ragazze vomitanti (soprattutto inglesi e scandinavi)? - il gruppetto di 3 o 4 ragazze >20, animate da spirito Thelma&Louise (soprattutto tedesche, olandesi, francesi, americane); - il viaggiatore solitario, uomo o donna, a zonzo per l'Europa da settimane (americano, australiano, giapponese, tedesco); - la coppia Lui&Lui (olandesi, inglesi, tedeschi).
Finesettimana dalla mamma. Con la nonna. E con zii e cugini. Nell'ennesima riproposizione della farsa del Mulino Bianco. Ho pure dato una faccia a due nuove cuginette. Pensare che hanno già due anni e mezzo e nove mesi rispettivamente rende forse l'idea di come i sentieri familiari si siano divaricati. Come è giusto che sia. Tornare al natio borgo selvaggio m'ha fatto bene. E' stato metter i piedi a terra dopo il volteggio delle vacanze. Immobile, uguale a se stesso, è una zavorra che ha almeno il pregio di riposizionare ogni volta il mio baricentro. Per fortuna posso tornarvi e scappare come voglio ormai. Intanto qui è già settembre. Presto inizierà l'autunno. Ho deciso che quest'inverno leggerò molto. Affondato nel piumino, un tazzone di tè, Antonin Dvorák o Amnesiac nel lettore. (Magari quest'auspicio aiuterà i quattro libri dispersi che cercano invano di raggiungermi.)
"Freedom to catalan countries: this is not Spain" su un muro di Figueres
"Cierre la puerta" (Chiuda la porta)la compagnia di telecomunicazioni spagnola Teléfonica dopo avermi rubato 80 ct senza lasciarmi dire una parola (notare che il telefono era una colonna, non una cabina)
"Dissabt tancat" (sabato chiuso, in catalano) ovunque in questo mese vacanziero per eccellenza
Un posto veramente suggestivo. Appollaiato su uno scoglio a picco sul mare più bello che abbia mai visto (non ho grande esperieneza, effettivamente, però mi ha impressionato davvero), all'orizzonte la dimora di Salvador Dalí, riflettevo su i giorni passati, sulle belle persone conosciute, su come la dimensione del viaggio tiri fuori la parte migliore di me. Chissà chi rivedrò di nuovo, con chi riuscirò a non perdere il contratto. Il passaggio dalla dimensione di gruppo a quella in solitario mi ha proiettato in un stato d'animo strano, "parallelo". Ci penserà Barcellona a risvegliarmi...
È la città più tedesca di Spagna, regnano ordine e pulizia.
Mi lascio alle spalle due settimane a Perpignan. Il francese non è certo la lingua che più fa per me. E la Francia, con la sua arbritarietà, il suo sottile clientelismo, il suo stile schizofrenico non è certo il paese che fa per me. In cambio, nonostante qualche evento increscioso, mi sono proprio divertito ed ho conosciuto delle persone meravigliose di cui sento la mancanza adesso che mi appresto a vivere l'ultima settimana di vacanza in Catalunya. È difficile spiegare certe affinità, quindi vi rinuncio per non scadere nel banale.
Da domani Dalí, Gaudí & Co.
Hasta pronto!
PS: "tedesca" solo per ordine e pulizia (e automobili: si vedono no poche BMW e Audi in giro), non certo per l'atmosfera! Una vera sorpresa questa Girona!
Il soggiorno francese prosegue. Oggi pioggia dopo giornate caldissime, ne approfitto per fuggire dal Medio Evo informatico dell'università e buttare via soldi in un internetpoint. Questa tastiera però mi fa impazzire e limita le mie capacità espressive...
I francesi con le loro rigidezze arbitrarie giustapposte ad un caos organizzativo degno dell'Italia più sgarruppata mi irritano non poco. In cambio l'atmosfera internazionale mi permette di lanciarmi in scambi "socio-cultural-geopolitici" (?) come non facevo più dai tempi dell'Erasmus, e chi mi conosce immeginerà benissimo quanto ci sguazzi... Curioso anche il mix di età della gente che frequento. Sono anche riuscito a trovare due compagni di bisboccia. Come al solito sono ipercritico e brontolone, ma credo che tornerò veramente soddisfatto dall'esperienza. E ancora m'aspetta il dulcis in fundo...