... aggiornare questo blog ... studiare il francese come mi ero ripromesso ... leggere il settimanale a cui sono abbonato (sono aggiornato solo al 5 giugno) ... andare a nuotare almeno una volta in settimana come facevo fino a due mesi fa ... schiodarmi da pagina 155 di Underworld di Don DeLillo
Eppure... ... non mi sto certo ammazzando di lavoro ... non conduco una vita sociale eccezionalmente intensa (durante la settimana praticamente non esco) ... non dormo abbastanza (altrimenti non morirei di sonno durante il giorno e non mi addormenterei sui mezzi pubblici)
Mi sembra di subire l'involuzione verso l'apatia che critico tanto nei miei amici che si sono sposati. Con l'aggravante che io nemmeno ho la ragazza!!! Sto invecchiando (dentro)? Sono comunque sereno. Davvero. E ripongo gorsse speranze nelle... ....vaaacaaanzeee!!!
C'è poco da star allegri, checché ne dicano gli italici commentatori antiberlusconiani.
In Europa: l'affluenza alle urne non è mai stata così bassa (sotto il 50%). Maglia nera ai nuovi membri dell'ex-blocco comunista, che l'entusiasmo di un mese e mezzo fa (se mai l'anno avuto) l'hanno perso velocemente (su tutti il megrissimo 17% dei votanti in Slovacchia). Stiamo scivolando verso proporzioni americane, tristemente. La democrazia partecipativa si mostra fiacca, la ggente preferisce il ruolo del consumatore a quello del cittadino. A peggiorare il quadro il successo dei movimenti antieuropeisti (con la Gran Bretagna in evidenza).
In Italia: se è vero che Forza Italia ha perso terreno, un elettore italiano su cinque mostra ancora totale fiducia in questo piccolo presidente del consiglio. Se fossero state elezioni politiche la Casa delle Oscenità le avrebbe probabilmente vinte. Secondo me il messaggio inviato dagli italiani in queste elezioni è che il sig. B. c'ha stufato, ma nemmeno degli altri ci fidiamo. La strada del cambiamento è ancora lunga, e mortadelle, baffetti e piacioni dovrebbeno pensarci bene prima di cantar vittoria, considerato che non hanno guadagnato un solo voto in più rispetto a tre anni fa. E la Lega, che mi illudevo venisse cancellata dal panorama politico, ha rialzato la testa. A livello locale è andata decisamente meglio: basta macellai, basta sardi incuranti dell'ambiente, spiragli di speranza a Milano.
Del perché andare a votare alle prossime elezioni europee e del perché non votare Berlusconi
E' un fatto che negli ultimi anni i cittadini europei hanno iniziato ad avvertire l'Unione Europea come qualcosa di astratto e lontano, origine e causa di misure impopolari. Benché siano spesso i governi ad usare l'Europa come scusa (eppure il Consiglio Europeo che essi costituiscono ne è l'organo con i maggiori poteri), è vero che alcune decisioni sembrano colpire i cittadini senza difesa. But it's Yourope! Il Parlamento Europeo sta lentamente guadagnando importanza, e in qualità di unico organo direttamente eletto dai cittadini va rafforzato, anche con una massiccia partecipazione al voto.
Purtroppo i temi europei in campagna elettorale brillano solo per l'assenza. Le elezioni sono vissute come un sondaggio di politica interna. E allora, di fronte a questo (triste) dato di fatto, cogliamo l'occasione per mandare un messaggio all'attuale governo italiano. Se nessuno può illudersi che il voto possa avere conseguenze dirette, una secca sconfitta elettorale del partito del presidente del consiglio sarebbe un bel messaggio: che questa Italia non ci piace e così non si può andare avanti. Un paese paralizzato, incapace meno di altri di reagire ad un clima economico globalmente depresso. Un governo che nega la perdita del potere d'acquisto dei cittadini che è sotto gli occhi di tutti (e anche qui la colpa sarebbe dell'Euro, che però stranamente in altri paesi non ha generato un tale contraccolpo), che non investe sui giovani (istruzione e ricerca), indifferente al compito di stimolare miglioramenti sociali, ossessionato dalla magistratura e intollerante verso l'informazione libera, incapace perfino di aiutare gli industriali che l'avevano benedetto (beh, a qualche azienda le leggi berlusconiane hanno giovato eccome...). Un presidente del consiglio zerbino come pochi in politica estera, paria in Europa (tollerato solo quando porta in dote decine di deputati al Partito Popolare Europeo), ma arrogante e sprezzante a casa dove può contare su una corte di servi che raramente è in grado di alzare la testa. Un presidente del consiglio che vive in un mondo virtuale completamente scollato dal paese reale, un mondo in cui il videogame del campionato di calcio conta quanto la guerra in Iraq. E il conflitto d'interessi è una realtà scandalosamente impossibile da ignorare. In una democrazia, anche in una imperfetta come quella italiana, è ancora l'elettore ad avere in pugno l'arma migliore. L'astensione fa solo il gioco di Berlusconi, restituendo l'immagine di un paese imbambolato. E allora andiamo a votare, e votiamo gli altri (chiunque altro, se proprio volete).
Volevo scrivere un post sull'amicizia e sull'importanza primaria che essa riveste nella mia vita. Su quanto è bello e consolante ritrovare gli amici lontani e rendersi conto che nulla è cambiato. E su quanto è bello fare nuove conoscenze e entrare subito in sintonia. Poi però mi rendo conto dell'abisso che separa vivere queste cose e descriverle. Se uno non è un filosofo o un ottimo narratore finisce col banalizzare il tutto (come sto facendo io in queste quattro righe). Bene ha scritto invece l'amica Fatina: finchè riuscirò a godere delle amicizie nonostante l'odiosa parcellizzazione che la vita vi impone saprò cosa significa essere felice.