Ich bin ein Clown und sammle Augenblicke





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sabato, marzo 29, 2003
 

Devastazione

La notte scorsa.
Tutta colpa dei monaci paolini e delle loro nefaste tradizioni quaresimali...

Bailo ergo sum.




opinione di hans | 18:42 | commenti (3)





mercoledì, marzo 26, 2003
 

Zurück

Tornato in postazione dopo una settimana terapeutica
a base di (
vedi):
antidolorifici (la cucina della mamma, il branzino, i gianduiotti, le paste di P.),
adrenalinici (1400 km a nord-ovest, o sud-ovest, dipende dal punto di vista) e
indispensabili (S., G. e P.).
Ci voleva. Domani mi aspetta il loculo, spero di aver accumulato abbastanza energia. Ma venerdì è vicinissimo!

Mentre il mio cuore privato e "fascista" si occupa di simili quisquilie, il mio cervello mancino non può che arrovellarsi sulla guerra. Senza raccapezzarvisi, ovviamente.

In quest’epoca di pazzi ci mancavano
gli idioti dell’orrore.
                                             (F. Battiato)














opinione di hans | 23:56 | commenti (9)





lunedì, marzo 24, 2003
 

Passaggio a Torino

Sabauda, regia, risorgimentale. Secondo me a Carlo Azeglio piace.
Le piazze e i viali (e i controviali).
I tram, i portici e gli angoli retti.
La Mole. Il Po.
Ottocentesca e italianamente metropolitana.
Tanti ragazzini in giro: forse che la riforma Moratti ha abolito la scuola? Ah no, è LA PACE.
I caffè, le pasticcerie, il cioccolato, i fornai.
Contaminata, con una vivacità sotterranea, tutta da scoprire (credo). Mi piace.

Nelle orecchie: Subsonica Controllo del livello di rombo (molto appropriati, no?)










opinione di hans | 22:15 | commenti (1)





domenica, marzo 23, 2003
 

On the road

Un saluto da Milano e dintorni.
Impressioni:
è scoppiata la guerra (ed io quasi la ignoro, mi sento sporco dentro)
 moltissime bandiere della pace a Trento e Milano, pochissime
 a Verona (con attenuanti logistiche)
anche in Italia fa freddo, nonostante gli alberi in fiore
 che belle le chiacchere con gli Amici ritrovati
Milano non sarà mai la mia città
 domani Torino, vedremo...











opinione di hans | 12:22 | commenti (3)





mercoledì, marzo 19, 2003
 

Cito e divago

Mi accorgo di quanto sono piccolo rispetto alla maturità che credo tanto di avere, ma che in realtà mi manca nei momenti in cui mi serve.

Questa non è mia, l'ho letta (più o meno così) su
e-pistole.
Però la sento molto mia. Sintetizza uno stato d'animo ricorrente, una sorta di scoramento da fallimento subdolamente annunciato. Su tutti i fronti.


Da anni però sto sviluppando tecniche di sopravvivenza.

Antidolorifici Def.: di fatto inutili, danno sollievo senza contribuire alla soluzione del problema, con però l'enorme vantaggio di avere effetti immediati.
Pasta: tanta, ma proprio tanta, e condita con un sugo delizioso e possibilmente pesante. Il flusso di ossigeno al cervello scende al minimo vitale in favore del rifornimento allo stomaco. Effetti: stordimento, incapacità di pensiero, Nirvana.
Cioccolato: sembra scientificamente comprovato stimolare la contentezza con un surplus di produzione ormonale. Chissà. Consumabile in tavoletta, o meglio ancora sotto forma di Nutella. I più fortunati sono entrati in contatto con la torta dell'IKEA.
Psicanalitici Def.: coadiuvano la malinconia, inducono il magone, stimolano la riflessione vittimistica ma alla fine lasciano intravvedere una luce in fondo al tunnel.
Musica: per anni sul divano, per ore, ho ascoltato in questo stato (in cuffia, ad alto volume) R.E.M. Automatic for the people
hey kids, where are you, nobody tells you what to do, baby Ma è solo uno dei tanti esempi possibili.
Cinema: i film tipo i danesi dogma, che spremono la vita, sbudellano i sentimenti, ti contorcono le viscere. Catartici.
Terapeutici Def.: rifugi a lunga scadenza, binari sempre dritti, consentono il mantenimento di un equilibrio di fondo.
Libri: che ne sarebbe stato di me (nelle estati infinite di noia, nelle ore di pendolarismo, nelle sere intrappolato a casa) senza di loro?
E-mail: un porto in cui andare a cercare amici lontani.
Adrenalinici Def.: ribaltano la tua visione del mondo, ritorni al Via! e ti danno pure le 20000 Lire.
Film: mai visto Il meraviglioso mondo di Amelie?
Viaggiare: stacchi e via, non può sempre piovere, un mondo migliore è possibile!
Indispensabili Gli Amici, quelli con l'A maiuscola.




















opinione di hans | 00:10 | commenti (6)





martedì, marzo 11, 2003
 

La morte di Carlos Gardel

La prosa di Antonio Lobo Antunes è veramente particolare. Alle prime pagine il lettore non può che essere frastornato e perplesso: non riesce a districarsi tra i diversi personaggi, tra presente e passato, tra pensieri e parole, una gran confusione.
Ma il lettore tenace è premiato: dopo qualche decina di pagine entra in una sorta di mantra, un'esperienza a tre con l'autore e i suoi personaggi. E in quel fluire ininterrotto di parole impara a distinguere tra pensieri e ricordi, tra frasi dette e parole taciute. Il sovrapporsi dei piani temporali non è più un mistero, il mescolarsi dei personaggi una danza di cui riconosce i passi. La scrittura di Lobo Antunes regala al lettore l'esperienza di stare dentro la testa dei personaggi, di seguirne le imprevedibili fluttuazioni del pensiero.

Ne La morte di Carlos Gardel la polifonia è incentrata sui protagonisti di un fallimento familiare - un padre depresso, una madre insoddisfatta, un figlio tossicodipendente - e contornata da vivaci personaggi minori - la zia lesbica, la domestica suonata, l'amante adolescente, la seconda moglie, le amiche pettegole. Si cambia continuamente prospettiva, sentire, timbro e colore. Si percorrono i sentieri del dolore e della ricerca della felicità. E sullo sfondo Lisbona, il quartiere di Benfica, il lento fluire del Tago.

Impressionante.

                                             - Che cosa c’è, Álvaro?
e gli risposi, mi risposi, le risposi, mentre nessun angelo si crocifiggeva sui vetri, solo la pioggia di marzo, il mare e le lampare delle barche, chinandomi non verso una culla con un carillon che suonava tirando un cordino, ma verso un divano comprato in saldo in un negozietto di Alvide
                                             - Niente, dormi, niente.


A riempire gli interstizi, perfetta, la musica dei Sigur Ros.














opinione di hans | 23:50 | commenti





domenica, marzo 09, 2003
 

Ah, l'amour!

C'è quello che fa 500 km per vederla 24 ore, e quello che innamoratissimo emigra all'altro estremo del globo.
Quella che piange un'ora e mezzo al telefono dopo essere stata lasciata, e quella che si sposa per le convenzioni.
Quelli che si voglion bene come il primo giorno, e quelli che non si lasciano solo per la paura di restare soli.
Quello che a 26 anni è ancora vergine, e quello che scopa come un riccio.
Quello che tradisce appena stabilita la data del matrimonio, e quella che ogni volta "questo è il padre dei mie figli".
Quella solo uomini che la facciano soffire, e quello cinque anni d'amore platonico per la compagna di classe.
Quella che "purché c'abbia i soldi", e quello che si innamora delle tette.
Quello che spedisce poesie alle 2 di notte, e quella "lui è marito, padre, madre, amico, tutto".
Quella attratta dalle maniglie dell'amore, e quelli che si sposano magari dopo soli 3 mesi.

Tutti questi li conosco.
Ed io? Io ancora non ci capisco niente...
















opinione di hans | 02:10 | commenti (3)





mercoledì, marzo 05, 2003
 

Today I feel...

scoglionato


Si può srivere "scoglionato" in uno spazio virtuale pubblicamente accessibile? Magari mi denunciano per linguaggio osceno... Da igual, oggi sono scoglionato su tutti i fronti. E mi sfogo così. Che caduta di stile però, domani cancellerò questo post.
Con l'augurio di scrivere presto qualcosa un filino più intelligente.







opinione di hans | 22:08 | commenti (4)





domenica, marzo 02, 2003
 

L'etica protestante e lo spirito del capitalismo...

Lo storico inglese Richard Newbory lo dice in modo eloquente: "Il cattolicesimo ha a che fare con l'obbedienza; il protestantesimo ha a che fare con la responsabilità". E' un punto di vista sottolineato da Girogio Tourn nel suo libro Italiani e Protestantesimo. Ha scritto chiaramente sulla differente mentalità che questa obbedienza cattolica e il ritualismo creano in Italia: "Per l'adesione formale alla cerimonia, una presenza passiva è sufficiente e di per sé valida. La religione non promuove pensiero, non è fattore culturale, ricerca intellettuale; è dato di fatto, prodotto culturale, elemento di un complesso generale". O come spiega Stefano Mercurio, pastore siciliano: "Un'altra via, l'esaminazione di un'alternativa, una capacità per ricerca, il confronto con un altro... non sono capi saldi della cultura italiana. Perché c'è sempre stata una minaccia a chi osa uscire dal nutrimento spirituale: troverai soltanto il buio, l'eresia. La religione in Italia non è quindi una tua ricerca: te la danno com'è".

(tratto da Tobias Jones, Le valli della Protesta, diario n.7, 21-27 febbraio 2003, pp.14-16)

Meditate gente, meditate...






opinione di hans | 00:39 | commenti (1)