| Ich bin ein Clown und sammle Augenblicke | ||||
"Sono un clown e colleziono attimi" Hansens Freu(n)de Barney Stadtschaft (blog bicefalo da Berlino) Fatina (+foto) Totentanz (+foto) Moulin à paroles Denis' pics EUS Cosa bolle in pentola? (un blog sul cibo) pulsatilla cadavrexquis I got flickred! a portata di mouse indie radio 3WK diario.it Calvin and Hobbes attivissimo.net -la rete spiegata a tutti- Splinder -crea il tuo blog- worldsurface.com opinioni scorse ottobre 2008 settembre 2008 luglio 2008 maggio 2008 aprile 2008 marzo 2008 febbraio 2008 gennaio 2008 novembre 2007 ottobre 2007 maggio 2007 aprile 2007 febbraio 2007 dicembre 2006 ottobre 2006 settembre 2006 luglio 2006 giugno 2006 maggio 2006 aprile 2006 marzo 2006 febbraio 2006 gennaio 2006 novembre 2005 ottobre 2005 settembre 2005 agosto 2005 luglio 2005 giugno 2005 maggio 2005 aprile 2005 marzo 2005 febbraio 2005 gennaio 2005 dicembre 2004 novembre 2004 ottobre 2004 settembre 2004 agosto 2004 luglio 2004 giugno 2004 maggio 2004 aprile 2004 marzo 2004 febbraio 2004 gennaio 2004 dicembre 2003 novembre 2003 ottobre 2003 settembre 2003 agosto 2003 luglio 2003 giugno 2003 maggio 2003 aprile 2003 marzo 2003 febbraio 2003 gennaio 2003 dicembre 2002 counter visitato *loading* volte... da me! |
sabato, marzo 29, 2003 Devastazione La notte scorsa. opinione di hans |
18:42 | commenti (3)
mercoledì, marzo 26, 2003 Zurück opinione di hans |
23:56 | commenti (9)
lunedì, marzo 24, 2003 Passaggio a Torino Nelle orecchie: Subsonica Controllo del livello di rombo (molto appropriati, no?) opinione di hans |
22:15 | commenti (1)
domenica, marzo 23, 2003 On the road Un saluto da Milano e dintorni. Impressioni: è scoppiata la guerra (ed io quasi la ignoro, mi sento sporco dentro) moltissime bandiere della pace a Trento e Milano, pochissime a Verona (con attenuanti logistiche) anche in Italia fa freddo, nonostante gli alberi in fiore che belle le chiacchere con gli Amici ritrovati Milano non sarà mai la mia città domani Torino, vedremo... opinione di hans |
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mercoledì, marzo 19, 2003 Cito e divago Mi accorgo di quanto sono piccolo rispetto alla maturità che credo tanto di avere, ma che in realtà mi manca nei momenti in cui mi serve. Questa non è mia, l'ho letta (più o meno così) su e-pistole. Però la sento molto mia. Sintetizza uno stato d'animo ricorrente, una sorta di scoramento da fallimento subdolamente annunciato. Su tutti i fronti. Da anni però sto sviluppando tecniche di sopravvivenza. Antidolorifici Def.: di fatto inutili, danno sollievo senza contribuire alla soluzione del problema, con però l'enorme vantaggio di avere effetti immediati. Pasta: tanta, ma proprio tanta, e condita con un sugo delizioso e possibilmente pesante. Il flusso di ossigeno al cervello scende al minimo vitale in favore del rifornimento allo stomaco. Effetti: stordimento, incapacità di pensiero, Nirvana. Cioccolato: sembra scientificamente comprovato stimolare la contentezza con un surplus di produzione ormonale. Chissà. Consumabile in tavoletta, o meglio ancora sotto forma di Nutella. I più fortunati sono entrati in contatto con la torta dell'IKEA. Psicanalitici Def.: coadiuvano la malinconia, inducono il magone, stimolano la riflessione vittimistica ma alla fine lasciano intravvedere una luce in fondo al tunnel. Musica: per anni sul divano, per ore, ho ascoltato in questo stato (in cuffia, ad alto volume) R.E.M. Automatic for the people hey kids, where are you, nobody tells you what to do, baby Ma è solo uno dei tanti esempi possibili. Cinema: i film tipo i danesi dogma, che spremono la vita, sbudellano i sentimenti, ti contorcono le viscere. Catartici. Terapeutici Def.: rifugi a lunga scadenza, binari sempre dritti, consentono il mantenimento di un equilibrio di fondo. Libri: che ne sarebbe stato di me (nelle estati infinite di noia, nelle ore di pendolarismo, nelle sere intrappolato a casa) senza di loro? E-mail: un porto in cui andare a cercare amici lontani. Adrenalinici Def.: ribaltano la tua visione del mondo, ritorni al Via! e ti danno pure le 20000 Lire. Film: mai visto Il meraviglioso mondo di Amelie? Viaggiare: stacchi e via, non può sempre piovere, un mondo migliore è possibile! Indispensabili Gli Amici, quelli con l'A maiuscola. opinione di hans |
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martedì, marzo 11, 2003 La morte di Carlos Gardel La prosa di Antonio Lobo Antunes è veramente particolare. Alle prime pagine il lettore non può che essere frastornato e perplesso: non riesce a districarsi tra i diversi personaggi, tra presente e passato, tra pensieri e parole, una gran confusione. Ma il lettore tenace è premiato: dopo qualche decina di pagine entra in una sorta di mantra, un'esperienza a tre con l'autore e i suoi personaggi. E in quel fluire ininterrotto di parole impara a distinguere tra pensieri e ricordi, tra frasi dette e parole taciute. Il sovrapporsi dei piani temporali non è più un mistero, il mescolarsi dei personaggi una danza di cui riconosce i passi. La scrittura di Lobo Antunes regala al lettore l'esperienza di stare dentro la testa dei personaggi, di seguirne le imprevedibili fluttuazioni del pensiero. Ne La morte di Carlos Gardel la polifonia è incentrata sui protagonisti di un fallimento familiare - un padre depresso, una madre insoddisfatta, un figlio tossicodipendente - e contornata da vivaci personaggi minori - la zia lesbica, la domestica suonata, l'amante adolescente, la seconda moglie, le amiche pettegole. Si cambia continuamente prospettiva, sentire, timbro e colore. Si percorrono i sentieri del dolore e della ricerca della felicità. E sullo sfondo Lisbona, il quartiere di Benfica, il lento fluire del Tago. Impressionante. - Che cosa c’è, Álvaro? e gli risposi, mi risposi, le risposi, mentre nessun angelo si crocifiggeva sui vetri, solo la pioggia di marzo, il mare e le lampare delle barche, chinandomi non verso una culla con un carillon che suonava tirando un cordino, ma verso un divano comprato in saldo in un negozietto di Alvide - Niente, dormi, niente. A riempire gli interstizi, perfetta, la musica dei Sigur Ros. domenica, marzo 09, 2003 Ah, l'amour! C'è quello che fa 500 km per vederla 24 ore, e quello che innamoratissimo emigra all'altro estremo del globo. Quella che piange un'ora e mezzo al telefono dopo essere stata lasciata, e quella che si sposa per le convenzioni. Quelli che si voglion bene come il primo giorno, e quelli che non si lasciano solo per la paura di restare soli. Quello che a 26 anni è ancora vergine, e quello che scopa come un riccio. Quello che tradisce appena stabilita la data del matrimonio, e quella che ogni volta "questo è il padre dei mie figli". Quella solo uomini che la facciano soffire, e quello cinque anni d'amore platonico per la compagna di classe. Quella che "purché c'abbia i soldi", e quello che si innamora delle tette. Quello che spedisce poesie alle 2 di notte, e quella "lui è marito, padre, madre, amico, tutto". Quella attratta dalle maniglie dell'amore, e quelli che si sposano magari dopo soli 3 mesi. Tutti questi li conosco. Ed io? Io ancora non ci capisco niente... opinione di hans |
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mercoledì, marzo 05, 2003 Today I feel... scoglionato Si può srivere "scoglionato" in uno spazio virtuale pubblicamente accessibile? Magari mi denunciano per linguaggio osceno... Da igual, oggi sono scoglionato su tutti i fronti. E mi sfogo così. Che caduta di stile però, domani cancellerò questo post. Con l'augurio di scrivere presto qualcosa un filino più intelligente. opinione di hans |
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domenica, marzo 02, 2003 L'etica protestante e lo spirito del capitalismo... Lo storico inglese Richard Newbory lo dice in modo eloquente: "Il cattolicesimo ha a che fare con l'obbedienza; il protestantesimo ha a che fare con la responsabilità". E' un punto di vista sottolineato da Girogio Tourn nel suo libro Italiani e Protestantesimo. Ha scritto chiaramente sulla differente mentalità che questa obbedienza cattolica e il ritualismo creano in Italia: "Per l'adesione formale alla cerimonia, una presenza passiva è sufficiente e di per sé valida. La religione non promuove pensiero, non è fattore culturale, ricerca intellettuale; è dato di fatto, prodotto culturale, elemento di un complesso generale". O come spiega Stefano Mercurio, pastore siciliano: "Un'altra via, l'esaminazione di un'alternativa, una capacità per ricerca, il confronto con un altro... non sono capi saldi della cultura italiana. Perché c'è sempre stata una minaccia a chi osa uscire dal nutrimento spirituale: troverai soltanto il buio, l'eresia. La religione in Italia non è quindi una tua ricerca: te la danno com'è". (tratto da Tobias Jones, Le valli della Protesta, diario n.7, 21-27 febbraio 2003, pp.14-16) Meditate gente, meditate... opinione di hans |
00:39 | commenti (1)
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