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giovedì, gennaio 30, 2003
 

Oggi FUFFA!

Stamattina nuova colonna sonora in ufficio: il mio collega bulgaro ha portato 4 ore di tango argentino in formato mp3, y vamos... Non ho nulla contro il tango, ma forse non è proprio il sottofondo più adatto al contesto. E poi è piuttosto ripetitivo. Non mi resterà che proporre qualche alternativa. In fondo Battiato gli era piaciuto.
... danzatori bulgari a piedi nudi sui bracieri ardenti...

La giornata non è comunque degna di particolari menzioni.

Sono stanco, stanco, e ancora stanco.
(Non per colpa della metropolitana, che oggi ha dato forfait, costringendomi a quasi un'ora a piedi sotto la neve che cadeva silenziosa. Strano vedere i marciapiedi di uno dei principali viali della città affollattissimi di gente, pendolari sfollati.)
Sono cosciente che non può essere colpa del "lavoro" che non è così stressante, è tutta psicologia, it's just a state of mind.
A questo punto potrei lasciarmi sprofondare in una spirale di autocommiserazione, è uno dei miei peggiori difetti. Ma un po' di dignità!
Voi vi beccate una poesia trovata in un libricino che mi è ricapitato tra le mani recentemente e io mi crogiolo nel mio vittimismo. Alla prossima (limiterò la fuffa, promesso).


Ho fatto di me ciò che non ho saputo,
e ciò che potevo fare di me non l'ho fatto.
Il domino che ho indossato era sbagliato.
Mi hanno riconosciuto in seguito per chi non ero e non l'ho
                                         [smentito e mi sono perso.
Quando volli togliermi la maschera,
era incollata al viso.
Quando me la tolsi e mi vidi nello specchio,
ero ormai invecchiato.
Ero ubriaco, non sapevo indossare il domino che non mi 
                                                            [ero tolto.
Ho scaraventato la maschera e ho dormito nel guardaroba
come un cane tollerato dall'amministrazione
perché inoffensivo
ed ora voglio scrivere questa storia per provare che sono sublime.
...

Fernando Pessoa

































opinione di alestenico | 23:10 | commenti (7)



 
opinione di alestenico | 23:03 | commenti



 

Raptus

Non posso trattenermi...
Per me Berlusconi è indecente: come persona, come Presidente del Consiglio e come politico in generale.
E devo ammettere che tutti coloro che lo hanno votato e/o lo voteranno hanno scarse possibilità di godere della mia stima (ma ovviamente non ci rimettono nulla).
Sono stato abbastanza superficiale???





opinione di alestenico | 00:11 | commenti (7)





lunedì, gennaio 27, 2003
 

 

Il Pianista

 

Ho visto oggi al cinema l’ultimo film di Roman Polanski. Non sono un critico, le recensioni le lascio scrivere a chi lo sa fare. Però il film non si vede come si mangia un hamburger, con la sensazione di inghiottire plastica, non lascia indifferenti, e ne voglio parlare.

E' la versione cinematografica di una storia vera, la storia di un pianista ebreo nella Varasavia occupata dai Nazisti (settembre 1939 - gennaio 1944). Le leggi razziali, la reclusione nel ghetto, i lavori forzati, la lotta per la sopravvivenza. L'umiliazione, il dolore, la violenza, l'incubo della morte.
A metà visione mi sono sorpreso mezzo rannicchiato sulla poltroncina, nell'inconscio tentativo di respingere tanta abiezione.
Ma questa è un'opera necessaria. Per non dimenticare. E per ricordare che la vita e la dignità umana sono calpestabili ancora oggi: in Bosnia e in Cecenia, in Ruanda e in Sudan, e chissà in quanti altri posti ancora.

Voi che vivete sicuri
nelle vostre tiepide case...

 





opinione di alestenico | 01:14 | commenti (1)



 

 


Il Pianista

 

Ho visto oggi al cinema l’ultimo film di Roman Polanski. Non sono un critico, le recensioni le lascio scrivere a chi lo sa fare.
Però questo film non si vede come si mangia un hamburger, con la sensazione di inghiottire plastica, non lascia indifferenti, e ne voglio scrivere.

E' la versione cinematografica di una storia vera, la storia di un pianista ebreo nella Varasavia occupata dai Nazisti (settembre 1939 - gennaio 1944). Le leggi razziali, la reclusione nel ghetto, i lavori forzati, la lotta per la sopravvivenza. L'umiliazione, il dolore, le privazioni, la fame, la violenza, l'incubo della morte.
A metà visione mi sono sorpreso mezzo rannicchiato sulla poltroncina, nell'inconscio tentativo di respingere tanta abiezione.
Ma questa è un'opera necessaria. Per non dimenticare. E per ricordare che la vita e la dignità umana sono calpestabili ancora oggi: in Bosnia e in Cecenia, in Ruanda e in Sudan, e chissà in quanti altri posti ancora.

Voi che vivete sicuri
nelle vostre tiepide case...

 







opinione di alestenico | 01:12 | commenti





venerdì, gennaio 24, 2003
 

Zivi zivot

Mi sono arenato. Tre settimane fa ho iniziato Il dottor Zivago di Boris Pasternak. Sono a pagina 241, alla meta ne mancano 272 (l'edizione è quella di Repubblica). Non so se la raggiungerò.
Fino a qualche anno fa mi ostinavo a portare a termine la lettura di ogni libro iniziato. E' capitato con Il vecchio e il mare (mi scusino gli hemingwayani), con l'Ulisse di Joyce (e qui dovreste avere uno slancio di compassione per me), con il Wilhelm Maister di Goethe (a volte mi regalano i libri più assurdi...).
Col tempo mi sono rammollito. Ricordo ad esempio di aver lasciato a metà Cecità di Saramago e Vedi alla voce Amore di Amos Oz (che delusione quel libro!). Però Il Dottor Zivago no, pensavo proprio che scorresse placidamente come il Don. Invece...
Ma nella letteratura russa da Dostoevskij agli anni '40 non è successo nulla? In Italia siamo passati da I Malavoglia a Pavese, da Ippolito Nievo a Il Gattopardo, lì niente. Nomi, cognomi e patronimici, centinaia di rivoli di storie che inaridiscono in due pagine, la Grande Madre Russia, eventi sottintesi incomprensibili (lo so, c'era la censura, ed io probabilmente non sono più sveglio di un ottuso burocrate stalinista). Mah...
Qualcuno di voi l'ha letto? Mi raccomando: letto, aver visto il film non vale (è quello con Omar Sharif che fece sognare mia madre al punto che rimase tutto il giorno al cinema per vederlo tre volte?)
Che dite, insisto?

Solo gli isolati cercano la verità, e rompono con chiunque non la ami abbastanza. Ce ne sono al mondo di cose che meritino fedeltà? Ben poche. Io penso che si debba essere fedeli all'immortalità, quest'altro nome della vita, un po' più intenso.

Per ora il meglio era a pagina 15.









opinione di alestenico | 00:21 | commenti (2)





lunedì, gennaio 20, 2003
 
Domani mi tocca andare a Francoforte a giocare una partita di tiro al bersaglio con la mia squadra. Uff. Io sono un panchinaro nato, e panchinaro resterò, me ne sono fatto una ragione da tempo. Tuttavia le carenze del mercato impongono che anch'io talvolta mi ritrovi in prima fila.
E così domani ricoprirò il ruolo del bersaglio!
San Sebastiano aiutami tu!



opinione di alestenico | 23:32 | commenti (3)



 

E perché non l'apartheid?

È di questi giorni una polemica sui giornali che vede protagonisti il consigliere regionale trentino della Lega Erminio Boso e la sua bizzarra proposta di istituire vagoni separati per i cittadini extracomunitari sui treni dei pendolari, in particolare su un mattiniero Interregionale Verona-Brennero. Motivo: i "poveri italiani" (padani?) sono costretti a stare in piedi da orde africane stravaccate e puzzolenti.
Su repubblica.it il bravo cronista on-the-road Paolo Rumiz risponde a Boso con un reportage in presa diretta sul convoglio incriminato. Ne scaturisce una riabilitazine del pendolare africano, per la consolazione dell’indignato lettore del quotidiano.La vicenda mi spinge a tornare col pensiero alla lunga esperienza, quantificabile in almeno 1800 ore di pendolarismo, su un tratto della linea citata. Ebbene, l’unica immagine particolare che ricordo è quella delle prostitute africane che si incontravano sul Regionale di mezzogiorno.
Scendevano a piccoli gruppi ad ogni stazione per andare a occupare le postazioni di lavoro ben distribuite lungo la statale 12 del Brennero, ormai lunghissimo marciapiede da battere 24 su 24 o quasi. Sul treno si facevano certo notare.
Caciarone, talvolta urlanti. Consumavano il pranzo da contenitori di palstica che esalavano odori penetranti. Nessun altro viaggiatore osava sedersi tra loro chiedendo che liberassero i sedili dai loro fagotti. Piuttosto in piedi sul corridoio. E loro, giustamente (?), se ne fragavano.
Ma la verità, raccontata così, è solo parziale.
Perché il loro chiasso non era certamente inferiore a quello dei branchi di sedicenni armate di zaino e diario extra-large di ritorno dai banchi di scuola.
Perché capisco benissimo il loro bisogno di sapori di casa. (E chissà che a loro non desse il voltastomaco il profumo della pizza o la vista del salame di porco)
Perché di cafoni sui treni se ne incontrano come in qualsiasi altro luogo. Ricordo ad esempio una signora di mezz’età che una volta al mio arrivo se ne andò dallo scompartimento inorridita, regalandomi tra biascicati improperi pure un calcio negli stinchi.
Insomma, le prostitute erano un elemento come un altro della variegata fauna del Regionale per Bolzano.
Sull’innegabile fastidio alla fine prevaleva in me la commiserazione per queste ragazze strappate alla miseria africana per finire sui marciapiedi del Bel Paese. - Per fortuna adesso il governo di San Silvio interverrà in loro soccorso sbattendole in carcere (e facendo pagare una multa ai poveri sprovveduti clienti). Evidentemente il mestiere più antico del mondo non vale come "lavoretto" per arrotondare. -
La proposta leghista non è quindi solo volgarmente contraria alla Ragione ed alla Costituzione, ma pure priva di qualunque fondamento. Come ben si poteva immaginare visti i "gloriosi" passati parlamentari del Boso.
Ed ai pendolari del Verona-Brennero preme certamente molto più la puntualità delle FS.
Speriamo che alle prossime elezioni la Lega e i suoi vaneggiamenti scompaiano, ormai completamente fagocitati dal sorriso a 56 denti del Gran Venditore di Fumo. Anche se temo che l’attuale sistema elettorale non lo permetterà.
E poi cos’è peggio? Il grezzo e riconoscibile delirio leghista o il viscido opportunismo (quale eufemismo!) berlusconiano?















opinione di alestenico | 00:13 | commenti





mercoledì, gennaio 15, 2003
 

Verdammte Heimat

Agli amici bolzanini (e a tutti coloro incuriositi dalla complicata realtà altoatesina) consiglio vivamente la lettura dell'ottimo articolo che Diario ha dedicato alla città e alle sue contraddizioni.

Ottimo giornalismo

Diario mette a disposizione in rete tutti gli arretrati: una goduria!
Imperdibili per i cinefili le
recensioni di Marco Lodoli.





opinione di alestenico | 23:40 | commenti





martedì, gennaio 14, 2003
 

Il Tempo

Non so voi, ma io mi sorprendo sempre in ritardo. Non mi riferisco agli appuntamenti, ma alla vita normale, alla quotidianità. Sveglia alle 6:45, doccia, metropolitana, ufficio e ritorno, la spesa, la cena, lavare i piatti ed è già sera inoltrata. Qualche e-mail, un giro su internet e prima della mezzanotte rimane al massimo una mezz'ora per leggere. Perché poi a nanna! altrimenti chi si sveglia domani? E poi mi dicono che dovrei comprare un televisore!
Ma adesso ho trovato la soluzione: la giornata di 26 ore! Sì, così potrei trascorrerne una occupandomi di qualcosa di gratificante e l'altra dormendo, così da essere un po' meno rincoglionito durante il giorno.
Indìco pertanto un concorso a idee per rallentare la Velocità di Rotazione della Terra del 7.69%. In palio una coppia di inutilizzati sostegni per libri (Bücherstütze) recentementi acquistati da IKEA. Delle conseguenze ambientali ce ne fottiamo. (Credo ad esempio di ricordare che i monsoni siano riconducibili alla rotazione terrestre. Possibile? Ripensandoci mi sa che ho scritto l'ennesima idiozia.)

Se penso a come ho speso male il mio tempo
che non tornerà, non ritornerà più.

E invece no, il tempo si deve e si può trovare.

Il tempo per le emozioni e il tempo per le passioni.
Il tempo per gli amici e il tempo per l'amore (se solo ci fosse...).
Il tempo per riflettere e il tempo per godere.

Perché ad essere onesti è l'inerzia che ruba il tempo, non la rotazione terrestre.

L'inerzia di un giorno di pioggia.
L'inerzia della solitudine.
L'inerzia di una delusione.

Fine. Non ho più tempo.


















opinione di alestenico | 23:11 | commenti (1)





mercoledì, gennaio 08, 2003
 
Benché sia cosciente di non avere alcuna verità da rivelare al genere umano ho posto senza pudore Hans quale firma automatica alle mie mail e persevero nell'impresa.
A ver que pasa.

Prendi delle giornate come queste. Se esiste un Dio delle piccole cose, beh, deve averci la sua crisi mistica pure lui.
Un freddo polare che si diverte a materializzarsi sul parabrezza. Il treno in ritardo. Lamiere contorte. Le gambe di un tavolo in fuga. Il caricatore all'altro mondo. Le pile scariche. Il boicottaggio della Posta.
Diario di ordinaria follia. Ma sono solo piccole cose.

L'essenziale è sopravvivere
a qualunque condizione,
in piena facoltà d'intendere
farò fronte all'impegno.
Adesso il vento è favorevole,
mi accingo ad issare le vele...
(Nelle orecchie: Carmen)










opinione di alestenico | 23:00 | commenti (2)





lunedì, gennaio 06, 2003
 

Nelle orecchie

Jeff Buckley Grace


opinione di alestenico | 22:23 | commenti



 

1984

Conclusa la lettura di 1984 di George Orwell.
Un colpo alla testa. Come nove anni fa.

Orthodoxy means not thinking - not needing to think. Orthodoxy is unconsciousness.

Even the humblest member is espected to be competent, industrious and even intelligent within narrow limits, but it is also necessary that he should be a credolous and ignorant fanatic whose prevailling moods are fear, hatred, adulation and orgiastic triumph. In other words it is necessary that he should have the mentality appropriate to a state of war. It does not matter whether the war is actually happening, and, since no decisive victory is possible, it does not matter whether the war is going well or badly. All that is needed is that a state of war should exist.
Dedicated to George B.

Ne consiglio la lettura a tutti quelli animati da sentire politico (almeno un po').




opinione di alestenico | 22:17 | commenti (2)





domenica, gennaio 05, 2003
 

Frammenti di un Capodanno

Piove.

Un ubriaco realizza il sogno di bambino improvvisandosi vigile urbano.

Diario, dopo tanto cercare...

Qualcuno pattina sotto i portici.

La pizza è strabordante.

Le Arche di S. Francesco fanno un po' Gotham City.

3... 2... 1...

Dancing...

"...
it's the end of the world as we know it.
it's the end of the world as we know it.
it's the end of the world as we know it and I feel fine..."

"...non sopporto i cori russi la musica finto rock
la new wave italiana il free jazz punk inglese
neanche la nera africana.
Cerco un centro di gravità permanente
che non mi faccia mai cambiare idea
sulle cose sulla gente
avrei bisogno di..."

"...we don't even care as restless as we are
we feel the pull in the land of a thousand guilts
and poured cement, lamented and assured
to the lights and towns below
faster than the speed of sound
faster than we thought we'd go, beneath the
sound of hope..."
( "Smashing Pumpkins!!!" )

"...
girls, who are boys, who like boys to be girls, who do
boys like they're girls, who do girls, like they're boys
always should be someone you really love...
"

...till dawn

Equilibrio precario. Una bazza.


Il tiramisù a colazione

La nebbia. Il ghetto. I rossi e gli arancioni.

Das Leben ist schön. Che bene.

Grazie.























opinione di alestenico | 21:50 | commenti (3)